00-Bachmann 57XX Class





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Dopo una sofferta scelta riguardo a chi affidare le manovre nel piccolo scalo di Salchester, la diatriba fra vapore e diesel si è risolta in maniera......scontata, ovvero locotender, senza nulla togliere alle umili lavoratrici a nafta. Quale migliore scelta quindi, se non affidarsi ad una macchina a vapore fra le più popolari in Gran Bretagna ?

la GWR Class 57xx "Pannier"

http://www.warwickshirerailways.com/


La storia della classe:

Il modello, riproduce un esemplare già ambientato in epoca BR, ma il progetto originario di questa locotender 0-6-0 proviene dalle scrivanie della GWR, sotto la supervisione di Collett, datato 1929.
In GWR avevano cominciato a pensare, già dal 1911, ad una modifica delle loro strane locotender "saddle tank", letteralmente "serbatoio a sella" in quanto la curiosa forma (e posizionamento) del serbatoio causava qualche grattacapo in fase di manutenzione caldaia, nonché una certa instabilità per via del baricentro esageratamente alto, baricentro che limitava non poco le velocità di esercizio.

esemplare di Saddle Tank


Con il progetto "Pannier" (borsa) nel 1929, il serbatoio fu diviso in due e posizionato lungo le fiancate, lasciando però aria fra il serbatoio stesso ed il praticabile, sempre per favorire una agevole manutenzione. Tali borse laterali, hanno caratterizzato non poco la silhouette di questa simpatica locomotiva.
Le prime 5700 erano quasi identiche nell'aspetto a molte delle vecchie locomotive convertite (ad esempio le classi 645, 1701, 1854, 2721) e avevano i finestrini tondi nella parte anteriore della cabina, ma quelle costruite dopo il 1933, dal n°8750 in poi, avevano le finestre rettangolari e un profilo leggermente diverso.
Come per la 3F, anche le Pannier erano locomotive bicilindriche con distribuzione Stephenson.
Ne sono stati costruiti la bellezza di 863 esemplari in 21 anni, che hanno prestato servizio fino al 1966 (nelle BR).
13 esemplari sono stati ceduti alla "London Transport" dove sono arrivate, operanti, addirittura fino al 1971.
17 esemplari sono rimasti preservati, per scopi museali e treni turistici.
L'esemplare riprodotto da Bachmann riproduce la n°8732, costruita nel febbraio del 1931 e ritirata dal servizio nell'aprile del 1964. E' stata demolita due mesi dopo.


contenuto

Solita confezione Bachmann rossoblu. L'involucro esterno, sfilabile, presenta una finestra anteriore che lascia intravedere il modello, mentre dietro riporta alcuni cenni storici del prototipo reale, abbastanza sintetici e poco tecnici.
Sfilando il box di cartoncino, troviamo lo scrigno di acetato contenente il modello, all'interno di un'ulteriore scatola, e i soliti fogli esplicativi, poco chiari, specie per quel che riguarda lo smontaggio e la conversione in DCC (8 poli). Nessun aggiuntivo è presente, dato che quei pochi che ci sono, sono già stati montati in fabbrica.








prime impressioni

Il modello, come al solito è ben riprodotto, e come per la 3F, il compito è abbastanza agevole. Anche con la Pannier, essendo i cilindri interni, le bielle, in due pezzi, hanno la sola funzione di accoppiamento assi, come al vero. Le poche finiture presenti (vezzo delle locomotive GWR) sono ben fatte, come le cornici dorate dei finestrini anteriori, le piccole griglie di protezione posteriori e i finissimi corrimani metallici lungo i serbatoi. La loco è provvista di innesti NEM per i ganci, pur non avendo cinematismi di allontanamento. I respingenti sono molleggiati.
Strana la verniciatura, che dà quasi l'idea di vissuto, pur non presentando elaborazioni di sorta, mentre il carbone è sempre un tantino troppo lucido.
Da quel che si può vedere, anche la cabina è abbastanza ben riprodotta, pur senza strafare.
Non esagerato il peso, precisamente 200 gr.
I 3 assi della locomotiva, tutti captatori, non hanno anelli di aderenza, in puro stile british, ma qui, per la prima volta, il secondo asse è molleggiato, per un'escursione di circa 2 mm.


















passiamo ai fatti

Come sempre, e come consigliato nelle istruzioni, provvedo ad un paio d'ore di rodaggio esclusivamente con alimentazione tradizionale (Fleischmann 6735) prima dell'inesorabile conversione in DCC. Dando progressivamente manetta, si riscontra una buona fluidità e un'accettabile velocità minima, specie a marcia avanti. Sempre troppo esagerata la massima (200 Km/h circa). Buona la captazione, anche a basse velocità sui deviatoi, nonostante i 3 soli assi captatori. Ottima la silenziosità e la circolabilità su curve da 44 e deviatoi corti Hornby. Su ottimi livelli la trazione, nonostante le mansioni al vero fossero relative a piccolissimi convogli.
Già dopo mezz'ora di funzionamento, i miglioramenti del comportamento dinamico si notano sensibilmente, sopratutto per quel che concerne la fluidità di marcia.



DCC e dintorni....

Visto che non c'è due senza tre, già tremo al solo pensiero di convertire in DCC questa piccola Bachmann, coi ricordi ben vividi delle rogne allegate alle DMU e alla 3F. Difatti si comincia subito col piede sbagliato, perché nelle istruzioni non viene spiegato né come si apre, né dove sia allocata la presa NEM. Tolgo la carboniera, tramite 2 vitine poste in bella vista sotto, ma, a parte gustarmi meglio la cabina, della presa NEM non v'è traccia. Scopro allora che, occultate dalle code di rondine dei 2 timoni portagancio (sfilabili) ci stanno altre 2 piccole viti che tengono la cassa.
La presa NEM si mostra in tutto il suo splendore:



Monto un ESU Basic, non prima di aver gettato alle ortiche i 2 condensatori che stanno sul motore. Richiudo il tutto, fortunatamente lo spazio è preciso per quel tipo di decoder, a patto di appoggiarlo sulla spinetta e di sistemare ben benino i fili nella parte anteriore.
Il funzionamento è impeccabile con un minimo ancora più minimo e quell'inerzia che non è prerogativa delle loco inglesi (il volano, questo sconosciuto.....)


post rodaggio e interventi

Asportazione preventiva dei condensatori sul motore.


Conclusioni

Forse la locotender britannica più famosa e diffusa, sopratutto nel sud ovest del paese. Bachmann la realizza nelle 2 versioni pre e post 1933 (finestrini tondi e finestrini poligonali) quindi la scelta è caduta su questo tipo di macchina. Prezzo come al solito equo (52 £) e sostanza garantita.






......E già all'opera, debitamente weathered, con la lanterna degli headcodes a portata di praticabile







le foto sono cliccabili x l'ingrandimento.