00-Hornby B1 Thompson "Sir Harold Mitchell"





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foto della locomotiva,tratta da wikipedia


Stavolta proverò a descrivere pregi e difetti di un'altra vaporiera britannica, ovvero la Thompson class B1 (4-6-0) "Sir Harold Mitchell" 61243. E' una delle ultime produzioni britanniche a tema vapore, già BR "late", ovvero fine anni '40, primi anni'50. L'esemplare in questione, pur essendo un progetto LNER di Edward Thompson, quindi precedente alla costituzione delle BR del '48, è ambientato già in epoca British Railways, sfoggiando il logo più recente per quell'epoca, ovvero il leone che tiene fra le zampe una ruota. Questo logo viene definito umoristicamente dagli inglesi "il furetto con il bersaglio delle freccette", un po' come quando noi affibbiamo l'appellativo di "ribollita" alle nuove e444R o "lavatrice" alle e464. Tutto il mondo è paese, evidentemente. La Thompson B1 Class è stata concepita in tempo di guerra, conseguentemente è stata progettata all'insegna del risparmio, tramite riutilizzo di pezzi già esistenti e risparmiando sui.......cilindri, infatti questa è stata la prima bicilindrica di casa LNER, quando il progettista era stato sempre fedele ai 3 cilindri (un po' come le Triumph di oggi....) Ha espletato servizio misto a medio raggio, anche se veniva utilizzata prevalentemente per servizi viaggiatori. Sempre una Thompson B1 è stata riprodotta anche da Bachmann, quasi sulla stessa fascia di prezzo, ma vista l'esperienza estremamente positiva con la A1 "Flying Scotsman" ho voluto ridare fiducia ad Hornby. Vediamo se tale fiducia è stata ripagata.


Le foto di rito del modello 00:






contenuto

Stavolta, probabilmente essendo un prodotto di fascia leggermente più alta, la confezione è diversa dal solito, ovvero la loco è incastonata in un sarcofago di acetato alla HRR, bloccata in un altra scatola di cartone, il tutto infilato in una cover con l'immagine del modello nel lato A e cenni storici (in inglese) sul lato B. Salta subito all'occhio la dicitura in bella vista del minimo raggio di circolabilità, ovvero 43.8, ben riportato su più lati. Ci vuole tanto ?



Sotto la confezione di acetato troviamo i foglietti esplicativi, molto ben fatti, che spaziano dalla manutenzione alla conversione in DCC, il solito salvadecoder e gli aggiuntivi.



Gli aggiuntivi constano in tiranteria freni, condotte, i famigerati spurghi anteriori dei cilindri, il bellissimo gancio realistico tipico anche di qualche recente uscita HRR e delle scalette. C'è proprio tutto.


prime impressioni

Appare subito chiaro che siamo davanti ad un prototto superiore (rispetto alla Flying Scotsman) e la sensazione è data dall'estrema finezza dei particolari presenti, dal biellismo, dalla verniciatura/finitura e dalla stupenda cabina, magnificamente riprodotta. Belle anche le cornici dei vetri. Stavolta anche il carbone nel tender è credibile. I respingenti sono molleggiati.








Il peso è rapportato alle dimensioni un po' più ridotte (285gr. senza tender). Il carro ricalca quanto visto sulla A1, ovvero un buon gioco laterale e nessun gioco verticale. Il terzo asse motore sembrerebbe "giocare" comunque troppo nella sua sede, perlomeno rispetto agli altri 2. Nessun asse gommato è presente. Anche qui il tender è collegato elettricamente alla locomotiva tramite apposita spinetta e sembrerebbe ospitare anche la presa per il decoder, quindi nessun problema di captazione dovrebbe riguardare questa macchina. Per la trazione, vedremo.




Nota importante, la loco ha innesti NEM per i timoni, anteriore e posteriore.


passiamo ai fatti

Messa sul plastico, col fido Fleischmann 6735, la B1 Thompson emette qualche rumorino inusuale in fase di partenza (sembrerebbe una vibrazione motore da PWM) e poi se ne va stupendamente fluida per la sua canonica ora di rodaggio. Un po'alta la velocità minima, con spunto da fermo peraltro non troppo dolce ed esagerata la massima, intorno ai 200 all'ora. Come dichiarato nella confezione, il raggio da 43.8 sembrerebbe ampiamente alla sua portata, facendo presupporre anche raggi minori, dato che il rallentamento sui raggi sopra descritti è appena percettibile, pur a velocità intorno ai 30 all'ora (in scala). Nessun problema anche sui deviatoi corti Hornby. Durante il rodaggio permane il rumorino sia in partenza sia nel cambio di direzione, ma puntualmente sparisce non appena andiamo oltre la velocità di manovra. Vedremo in DCC..... Per la trazione, ho provato un convoglio di 6 Corbellini (4Hachette+2OsKar) e, nonostante il plastico pianeggiante, iniziano i problemi di trazione, perlomeno con partenze da fermo con tutto il convoglio in curva. Unico neo, il portagangio anteriore NEM, tutt'uno col carrello portante, in metallo pressofuso. Fosse stato 1-2mm più corto non avrebbe interferito né col gancio modellistico, né con la condotta sul pancone, la quale sono stato costretto a "pelarla" nella sua parte bassa, proprio per questo motivo.


DCC e dintorni....

Come dicevo, la presa NEM a 8 poli è nel tender, cui basterà svitare 2 viti poste sotto per aprirlo. Lo spazio all'interno è più che abbondante:



La presa per il decoder nel tender è di una comodità pazzesca, peccato che complichi non poco la vita a chi, come me, piace far fumare le loco a vapore non predisposte in origine. Eventualmente sarò costretto a portare 2 fili extra dal tender alla loco, qualora vi fosse spazio all'interno per un caminetto Seuthe. Il montaggio del decoder "della casa" (R8249) ha migliorato ancora la fluidità, a patto, anche qui, di ridurre al minimo il controllo di trazione, pena comportamenti anomali. A questo punto mi chiedo che tipo di motori usi Hornby, dato che anche sulla A1 avevo ridotto al minimo il CdC, pur con altro decoder. Visto che il CdC alla fine è un correttivo, ben vengano le motorizzazioni che non ne necessitano. Il rumore in partenza è diminuito di parecchio, quindi dovrebbe attribuirsi (credo) ad una gestione elettrica del motore.


post rodaggio e interventi

Oliatura preventiva del biellismo, pur non necessaria, come consigliato sul foglietto istruzioni.


Conclusioni

Un prodotto esteticamente e funzionalmente azzeccato, meno spartano della A1 e forse meno "mulo" data anche la corporatura più esile. Hornby ha saputo coniugare estetica e raffinatezza senza compromessi (a parte l'innesto anteriore sporgente) e questa è una nota di merito fondamentale, perché alla fine la loco ha come suo habitat naturale il plastico, pure in stile "ottovolante". Emblematici sono l'interno cabina, il biellismo e il fatto di come sgusci fra raggi improponibili (ma purtroppo e giustamente diffusi) e deviatoi pari categoria. Metto infine sadicamente il dito nella piaga, dicendo che il suo prezzo, sterlina più, sterlina meno, si aggira sulle 95. Con la sterlina a 1.18 i conti sono presto fatti.





-le foto sono cliccabili x l'ingrandimento.-