00-Bachmann Class 25





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Continuando idealmente il discorso fatto per le DMU, verso la metà degli anni '60, in concomitanza dell'accantonamento della quasi totalità delle locomotive a vapore, la trazione diesel cominciava già a fare la parte del leone, sia per quel che riguardava il traino dei treni merci, sia (e sopratutto) per quel che riguardava il traffico viaggiatori. Proprio verso i primi anni '60, una delle più comuni locomotive diesel da treno era la Class 25 Sulzer, meglio nota come rat, ratto, per via delle dimensioni non mastodontiche e anche a causa del loro elevato numero in circolazione per le strade ferrate della Gran Bretagna, fatta eccezione per la regione del sud. All'epoca, riguardo le Class 25, si diceva appunto as commons as rats.


una Class 25 dal vero, in livrea origine

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Questa classe di locomotive diesel-elettrica ha visto la luce nel 1961, come ideale evoluzione delle prededenti Class 24, dalla quale si differiva essenzialmente per la motorizzazione e per alcuni dettagli. Ne sono stati costruiti 327 esemplari, fino al 1967, principalmente negli stabilimenti BR di Derby, ma alcuni esemplari, in numero minore, sono stati sfornati anche negli stabilimenti di Crewe e Darlington, nonché Manchester.
La parte termica era costituita da un Sulzer 6LDA28B, un 6 cilindri diesel sovralimentato, che nelle prime versioni si attestava sotto i 1000Cv, divenuti poi circa 1250 col passare del tempo.
I motori elettrici di trazione in principio (prime 25 unità) erano gli stessi della Class 24, ovvero dei BTH, sostituiti poi con degli AEI 253 AY, per tutte le restanti unità.
I nuovi motori portarono la velocità massima intorno alle 90 miglia orarie, per uno sforzo di trazione massimo che oscillava tra i 170 e i 200 kN.
Il modello riprodotto da Bachmann, rappresenta una unità del secondo lotto (D5177-D5232) con porte sui musi, griglie laterali e trombe sul tetto, accanto al pannello degli headcodes, nonché una porzione dei musi già verniciata in giallo antiinfortunistico.



contenuto

La confezione è in cartoncino traslucido "Bachmann Blue", con finestra per ispezione interni. All'interno troviamo la loco, incastrata e ben protetta con veline aggiuntive nel classico scrigno di acetato.
Oltre la macchina, abbiamo un piccolo sacchetto di aggiuntivi per ornare i panconi e i soliti fogli esplicativi.
Stavolta se non altro, dove non si arriva col cervellotico disegno dell'esploso, vi è anche una ben fatta descrizione letterale, che spiega anche dove sono posizionate le viti.









prime impressioni

La prima sensazione (positiva) è tradita dal peso, decisamente sopra la media per quel che riguarda una locomotiva diesel relativamente piccola (465 gr.).
Come per le DMU salta all'occhio l'estrema trasparenza delle vetrature, nonché dei pannelli degli headcodes. Particolare la ventola di raffreddamento che si intravede sotto la griglia circolare sull'imperiale.
Ben fatte le cabine guida, con tanto di banco e relative levette, di cui una occupata da una coppia di macchinisti dal classico aplomb britannico.
Le forme generali sembrano ben riprodotte, come anche la colorazione e le tampografie, nonché i supporti per le lampade ad olio, ancora presenti sulle prime diesel

Molto definite (come al vero) le griglie laterali e ben riprodotti i serbatoi (acqua/gasolio) sotto la cassa, con tanto di indicatore livello.
I quattro assi, comandati a mezzo trasmissione cardanica e tutti captatori, non sono provvisti di anelli di aderenza e presentano il solito bordino ridotto, tratto distintivo dell'attuale materiale 00.
La macchina è dotata anche di appoggio isostatico, con carrelli che hanno gli appoggi per il telaio sulla loro sommità.
I respingenti sono molleggiati e abbiamo gli innesti NEM per i ganci (mai troppo scontati sul materiale 00).



















passiamo ai fatti

Nessuna sorpresa per il rat, data anche la meccanica "semplice".
Ottima la velocità minima e abbastanza credibile la massima. Su livelli di eccellenza la fluidità di marcia.
Simpatico l'headcode che si illumina in luogo dei fari anteriori bianchi (assenti). I fari sono esclusivamente rossi, purtroppo non escludibili tramite controllo DCC. Molto contenuta la rumorosità.
Senza problemi di sorta la circolabilità su raggi da 44 e deviatoi corti. La trazione sembrerebbe su livelli ottimi, anche se non dispongo di plastico/strumenti adatti alla misura.



post rodaggio e interventi

Nessun intervento, a parte la sostituzione dei ganci ad occhiello UK con dei corti Roco.


DCC e dintorni....

Molto semplice lo smontaggio della cassa, tenuta in posizione esclusivamente da 4 viti accessibili da sotto il telaio






La presa a 21 poli è ben visibile sopra la corposa zavorra, la quale è vistosamente fresata per alloggiare un altoparlante in caso di decoder sonoro.
Visto che tale agio si trova in corrispondenza della ventola, sarebbe quasi possibile una sua motorizzazione, sempre a controllo DCC......
Il montaggio di un ESU Basic ha migliorato di poco il già ottimo comportamento con alimentazione classica, rendendo superfluo il settaggio delle CV riguardanti EMF e affini.



Conclusioni

Un prodotto eccellente, che adotta soluzioni (vedi appoggio isostatico) da categoria superiore.
Ottimi estetica e comportamento dinamico, rendendo il "sorcio" un vero mulo da plastico.
Il prezzo che oltrepassa di poco le 50£ lo rende ancora più appetibile.



qualche foto, già patinata e all'opera:






il classico minivideo




p.s. tutte le foto sono cliccabili x ingrandimento