00-Bachmann Class 105 DMU Cravens





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00 che passione............
Sarà che il materiale in questione è a misura di plastico in tutti i sensi, sarà che ogni pezzo porta in dote un'altra piccola dose di cultura ferroviaria, per me affascinante, fatto sta che è dura resistere ad un listino fin troppo amichevole (non solo per materiale rotabile). Sistemato quindi un minimo di traffico a vapore, ignaro apripista di una nuova avventura (si, oramai è ufficiale) volevo rendere meno avulsi dai contesti quei piccoli convogli sbuffanti che circolano a Salchester. Visto che stiamo parlando della Gran Bretagna nella metà degli anni'60, laddove l'elettrificazione di massa delle linee non viaggiava spedita come da noi per una serie di motivi, tipo i ripensamenti sul sistema di alimentazione, le differenze strutturali come la terza rotaia (retaggio della vecchia divisione geografica delle Big Four) ebbene, la trazione termica ancora faceva la voce grossa, anche nel reparto diesel, reparto che voglio introdurre. Per quanto riguarda le locomotive, beh, ancora devo assimilare in toto la sagoma a "maialino" delle suddette, ma fra le automotrici, chiamate DMU (Diesel Multiple Unit) ce n'è qualcuna che ammicca, con la consapevolezza di poter contare anche sul lato estetico. Il soggetto in questione, coevo al canto del cigno del vapore, è la coppia di automotrici DMU Class 105 Cravens, prodotte da Bachmann:


prototipo reale




la storia

Queste unità, costruite dalla Cravens di Sheffield fra il 1956 e il 1959 (già epoca BR) in numero di 305 elementi, hanno prestato servizio fino al 1988. Dovrebbero essere rimaste ancora tre unità per il rituale restauro, ma i lavori dovrebbero essersi arenati per la copiosa presenza di amianto all'interno degli elementi. Hanno viaggiato in formazione di doppie e triple, la cui motorizzata era dotata di due motori BUT da 150CV, con trasmissione a 4 marce. La livrea del modello, d'origine, presenta i caratteristici speed whiskers, ovvero i "baffi da velocità" al posto della inguardabile (successiva) mega-banda gialla anti infortunistica. Caratteristico sul frontale il display degli headcodes per una rapida identificazione del tipo di convoglio. Mentre la B è fissa, e indica grosso modo un'equivalente alla seconda classe, il numero a destra (variabile) indica la tratta percorsa.


contenuto

La confezione è in cartoncino traslucido "Bachmann Blue", con finestre per ispezione interni. All'interno troviamo i due elementi stoccati negli scrigni di acetato, racchiusi a loro volta in altre confezioni di cartoncino (come per le doppie Trix) Troviamo poi foglietti (ben fatti) riguardanti adesione al Club, esploso componenti, manutenzione, istruzioni per l'apertura/conversione in DCC e istruzioni aggiuntivi (pochi). Le bustine degli aggiuntivi contengono i bei ganci realistici, che sembrerebbero più in scala degli Hornby, le condotte e delle tabelle in fotoincisione già verniciate in BR Green. Scarni i riferimenti storici del prototipo reale, riassunti in qualche riga nel retro della confezione principale.






prime impressioni

Che dire ? Avendo come unico paragone le carrozze, qui siamo di fronte ad un prodotto sopraffino, sia per la sostanza che per l'accuratezza della riproduzione. Pesantissima la motrice (425 gr.) e leggera, come si conviene, la rimorchiata (140 gr.) Oltre al senso di robustezza, colpisce l'estrema trasparenza/lucentezza delle vetrature, rendendo protagonisti anche gli interni, di buon livello, ove si possono apprezzare tutti gli spazi e i vestiboli. L'unica nota stonata sembrerebbe il ricorrente poco spazio fra la seduta dei sedili ed il pavimento. Visto che la motorizzazione non interferisce con il sottocassa, si poteva porre più cura sotto questo aspetto. Belli e particolari il display per gli headcodes e la minitabella della località sopra i vetri guida. Di fabbrica è dotata di innesti NEM per i ganci, che in questo caso sono ad occhiello europeo. Anche le due testate possono essere dotate di gancio con innesto NEM, il tutto senza cinematismo di allontanamento, ma solo una coda di rondine che ruota limitatamente nel suo alloggiamento. Un solo carrello è motorizzato, a tutto vantaggio dell'estetica, in quanto la motorizzazione rimane completamente celata dalla zona toilette/bagagliaio, con gli immancabili vetri opacizzati. Nessun anello di aderenza, ma tutte le ruote sono captatrici, con i contatti ricavati direttamente nel metallo della gola dove alloggiano le sale, con ovvi benefici per la scorrevolezza (chi ha avuto sotto mano la rimorchiata delle ALn668 HRR, sa cosa voglio dire.....) I respingenti sono totalmente metallici e molleggiati.










passiamo ai fatti

Prendo la DMU e la appoggio sul plastico, per adesso coi ganci ad occhiello. Ruoto la manopola del Fleischmann 6735 e la "doppia" sfoggia subito una silenziosità e una fluidità eccellenti, roba da rendere superfluo il rodaggio, comunque consigliato nelle istruzioni, nella misura di mezz'ora, ambo le direzioni. Per la prima volta, visto che si tratta di materiale britannico, mi beo anche delle luci bianco-rosse, le quali raggiungono la massima luminosità già dal minimo, pur tradendo delle luci troppo gialle sui frontali. Le unità sono totalmente e discretamente illuminate, rendendo il tutto molto scenografico. Anche l'indicatore della località in alto, è illuminato, di grande effetto. La scorrevolezza è eccellente e la circolabilità ottima, pure su raggi da 44 e deviatoi corti. Le istruzioni all'interno consigliano comunque di non scendere sotto il raggio R2 Hornby. Ottima la velocità minima ed eccessiva la massima, visto che parliamo di materiale da circa 110 Km/h.


post rodaggio e interventi

Solamente l'aggiunta di un macchinista in una delle due cabine e qualche passeggero, in attesa che arrivino dei più credibili personaggi in 00. Sostituzione dei ganci ad occhiello con dei corti Roco.


DCC e dintorni....

L'apertura delle casse è abbastanza agevole, anche se va fatta con un minimo di perizia, dato che bisogna allargare la cassa, per sfilarla dal telaio. I punti di attacco sono 4 per lato, ben spiegati nel foglio delle istruzioni. Una volta aperto l'elemento, troveremo addirittura una tasca per il decoder.






Questa volta, ho voluto provare il decoder della casa (Bachmann 36-553) che dovrebbe essere nient'altro che un ESU Basic rimarchiato, visto che esteticamente sono uguali e le CV sono le medesime. Il prezzo ? 13 sterline. Per la rimorchiata ho optato per il smpreverde Hornby R8249. Qui ha luogo un giallo, nel senso che sul foglio istruzioni, in DCC, le luci interne dovrebbero essere pilotate da F1, mentre in realtà, si accendono in contemporanea alle luci (F0). Facendo una rapida ricerca sui forum d'oltremanica, sembrerebbe male comune, quindi delle due l'una: o Bachmann aveva in progetto una soluzione simile, ma è rimasta solo su carta (istruzioni), oppure tutti gli esemplari hanno le piste delle PCB cannate. Per il resto, il comportamento dinamico è migliorato ancora, seppur di poco, vista l'ottima base di partenza, in più ho potuto limare la velocità massima.


Conclusioni

Nonostante le carrozze non mi abbiano soddisfatto appieno, ho fatto il mio primo acquisto serio in casa Bachmann, anche perché si parlava un gran bene di questa serie di DMU. Anche volendo, Hornby non avrebbe avuto a catalogo DMU ambientabili in "era 5". La qualità è comunque ottima, tutto un altro pianeta rispetto alle carrozze, e la motorizzazione se vogliamo, è anche un gradino sopra rispetto ad Hornby. Rimane il tarlo dei cablaggi delle luci in DCC, ma non è escluso che un domani provvederò anche a quello, visto che in teoria è meno impegnativo che dotare una loco a vapore di Seuthe, laddove non predisposta. Un prodotto sicuramente azzeccato e dalla forte resa estetica. Non sarà la cosa più importante, ma mi pare doveroso palesare il prezzo, ovvero 70 sterline (circa 84 euro). Tirate le somme voi....





il classico minivideo




p.s. tutte le foto sono cliccabili x ingrandimento